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DiSara Branchini

Verso la città delle relazioni

Pedoni: i tragici episodi di questi ultimi giorni hanno portato all’attenzione di tutti ancora una volta il tema della drammatica situazione di pedoni e ciclisti. Per questo, e per promuovere una nuova visione di città costruite a misura di sicurezza e di socialità parte l’undicesima edizione della campagna nazionale “Siamo tutti pedoni” per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada e per la vivibilità delle città promossa dai sindacati pensionati SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil e dal Centro Antartide di Bologna che in questa edizione mette al centro il potenziale generativo di relazioni delle città. Un tratto da riscoprire nella progettazione ma anche nei modi di vivere la città, mettendo al centro la sicurezza e la vivibilità

I recenti dati sull’incidentalità stradale raccontano un’Italia che, se da una parte presenta alcuni segnali positivi, dall’altra continua a far registrare dati decisamente preoccupanti, in particolare per quel che riguarda i pedoni con un aumento del 2% dei morti (602) rispetto all’anno precedente. 6000 morti e 210000 feriti negli ultimi 10 anni, con oltre il 50% costituito da over65. Un’insicurezza in strada in parte reale, ma anche percepita, che allontana le persone dal muoversi a piedi in città.

In questa nuova edizione della campagna nazionale “Siamo tutti pedoni” promossa dai sindacati pensionati SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil e dal Centro Antartide di Bologna, non vogliamo solo richiamare al rispetto delle regole e al buon senso quando ci si mette in strada; un richiamo più che mai necessario se consideriamo che quasi la metà dei pedoni vittime di incidenti è investita sugli attraversamenti pedonali, e circa un terzo in situazioni dove è chi cammina a non aver rispettato le regole della strada. Vogliamo anche allargare lo sguardo verso la città delle relazioni. Non è sufficiente infatti promuovere esclusivamente la sicurezza stradale se questa resta distinta da una visione più ampia di città e di un uso dello spazio pubblico che sia inclusivo e accessibile a tutti.

In particolare, per quanto riguarda le persone che camminano a piedi, vogliamo promuovere il concetto di camminabilità e siedibilità delle nostre città, cioè la possibilità di fruire pienamente ed in sicurezza degli spazi pubblici sia per muoversi da un punto ad un altro, sia per poter sostare e godere dei luoghi e delle relazioni. I recenti dati Istat evidenziano come la condizione di solitudine varia a seconda dell’età, in particolare tra il 55 e i 74 anni il 16% della popolazione vive sola, mentre nelle età successive la percentuale si raddoppia al 38%. come tra gli ultrasettancinquenni vi è un’alta percentuale di individui che non hanno né parenti e né amici in caso di bisogno (40%). Città delle relazioni quindi più camminabili, più siedibili e certamente più accoglienti, e otterremmo importanti risultati in termini di sicurezza, di qualità della vita e nel di benessere generale delle comunità.

Nel costruire una città delle relazioni, pensiamo che gli interventi infrastrutturali e i piani regolatori, debbano mettere al centro l’armonia dell’essere umano e un articolato complesso di politiche di amministrazione cittadina, che comprenda anche interventi di animazione culturale e di rigenerazione del tessuto urbano e ambientale. L’obiettivo è quello di rendere gli spazi pubblici delle nostre città grandi dal punto di vista della socialità, degli usi e delle attività, dell’accessibilità e del comfort.

L’impegno che si assumono i promotori insieme agli altri aderenti al progetto, sarà appunto quello di porre queste tematiche al centro del dibattito nazionale e locale e di adoperarsi per avviare esperienze che diano concretezza a queste istanze con l’impegno attivo dei Sindacati pensionati.

Come ogni anno le sperimentazioni nelle città e gli svariati eventi, sono supportati dai materiali della campagna “Siamo tutti pedoni”, a partire dallo storico libretto che riporta in maniera semplice e comprensibile testi di approfondimento sul tema di questa edizione, infografiche, ma anche le vignette delle matite di Gomboli e Giannelli, l’immancabile Diabolik e Martin Mystere accanto ai  messaggi dei testimonial Milena Gabanelli, Eleonara Sarti – Campionessa paralimpica di Tiro con l’arco e degli atleti delle Zebre Rugby Club di Parma con i quali si organizzeranno iniziative specifiche.

La campagna, che ha ricevuto il patrocinio della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e di ANCI, vive anche sui social e sul territorio nazionale con gli appuntamenti locali organizzati dai diversi aderenti. Per fare un passo avanti verso strade complete! Per restare aggiornati www.siamotuttipedoni.it   –  www.facebook.com/SiamoTuttiPedoni

DiSara Branchini

Giornate Nazionali di Siamo Tutti Pedoni: si comincia da Roma!

Speciale presidio di over 65 ieri 16 maggio accanto alle strisce pedonali di piazza Bologna: è l’appuntamento romano della campagna nazionale per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada Siamo Tutti Pedoni, promossa dai sindacati dei pensionati SPI Cgil, FNP Cisl, UILP Uil e dal Centro Antartide di Bologna. Una “critical mass” per proporre a tutta la città un uso diverso delle strade, che metta al centro la vivibilità e la pedonalità.

Riprende il tema della decima edizione di Siamo Tutti Pedoni il curioso presidio che ha visto ieri in piazza Bologna a Roma diverse decine di over 65, impegnati nella distribuzione di materiali, in alcuni lenti attraversamenti “simbolici” della strada sulle strisce pedonali e in una “pacifica” occupazione dello spazio pubblico. Al centro della campagna nazionale per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada di quest’anno, infatti, c’è la riflessione sulle “strade complete”, un nuovo modello da importare per progettare le nostre città, strade vivibili, che consentono la condivisione, l’accessibilità e la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Proprio a partire dai più anziani: è infatti tra gli over 70 che si concentra il maggior numero di vittime e tra i quali si registra il maggiore incremento del numero di persone coinvolte in incidenti stradali come pedoni.
Siamo Tutti Pedoni, la campagna nazionale per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada, è promossa dal Centro Antartide di Bologna e dai sindacati dei pensionati SPI Cgil, FNP Cisl, UILP Uil, presenti oggi in piazza con questo punto informativo e di confronto nel contesto del quale hanno anche allestito alcuni spazi di seduta “straordinari”: panchine improvvisate, a ricordare le vecchie sedie in plastica che in tanti paesi ancora “occupano” nelle ore estive d’estate le aree fuori dai portoni, e che raccontano di un modo radicalmente diverso di vivere lo spazio pubblico, basato sulle relazioni, sulla lentezza e sulla comunità e che si contrappone all’immagine della maggior parte degli spazi urbani in cui, troppe volte drammaticamente, le auto impongono la loro priorità.
Negli ultimi anni la campagna, insieme alla rete nazionale di attori, associazioni, enti locali e ASL che aderiscono all’iniziativa, sta infatti lavorando per cambiare il modo stesso di pensare e organizzare le nostre città. Un passo avanti è il titolo di questa edizione (con il patrocinio di Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Anci e Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna) che si sviluppa attraverso speciali materiali, come la pubblicazione che include approfondimenti, vignette e messaggi dei testimonial, l’attività sui social e gli eventi di urbanismo tattico che stanno accendendo diverse città in tutta Italia: ieri appuntamento anche a Catania mentre nei prossimi giorni si accenderanno speciali azioni a Udine – in una speciale collaborazione tra Siamo Tutti Pedoni e Udine sta bene in strada – e a Bologna con Strada Libera tutti.

DiSara Branchini

Udine sta bene in strada: i prossimi step

Entra nel vivo il progetto sperimentale avviato a Udine per ripensare città a misura di tutti a partire da chi si muove a piedi. A seguito di un’indagine svolta presso il Quartiere Aurora sulla percezione della qualità del territorio che ha coinvolto gli studenti delle scuole del quartiere e le loro famiglie sono state pianificate attività intergenerazionali che arriveranno a toccare anche il centro storico della città

Promuovere città più sicure, sane, accessibili, vivibili e sostenibili  a partire dalla camminabilità: Udine è da qualche mese protagonista di un percorso che unisce l’attenzione al territorio e quella alla comunità con una metodologia che è un’assoluta novità a livello nazionale: si tratta del progetto sperimentale “Udine sta bene in strada” avviato già da diversi mesi dai Sindacati pensionati SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil della città con il supporto del Centro Antartide e la collaborazione del Comune di Udine.

Il progetto si sta interessando dell’area di piazza San Cristoforo e del Quartiere Aurora con un approccio innovativo che prevede il coinvolgimento attivo della popolazione con la finalità di migliorare il territorio attraverso la creazione di reti, l’attivazione di relazioni fra i diversi attori territoriali e soprattutto un dialogo permanente fra Istituzioni, Sindacati e gli altri attori territoriali (dai negozianti all’Università, dall’associazionismo ai residenti, ecc…) per ragionare su luoghi e modalità di intervento per migliorare la città.  In questi mesi sono state organizzate passeggiate di quartiere e altre iniziative di incontro oltre ad un’indagine sulla percezione della vivibilità degli spazi pubblici delle due aree coinvolte nel progetto.

L’indagine ha avuto l’obiettivo di indagare la percezione della cittadinanza su aspetti sociali ed ambientali della vivibilità. I dati, che hanno integrato quelli emersi dalle analisi del progetto CESBAMED, hanno messo in luce una sensazione complessivamente positiva del territorio e hanno reso possibile l’individuazione di alcune azioni prioritarie per lo sviluppo locale: dal potenziamento delle funzionalità delle aree verdi, che si configurano come luoghi non solo di passaggio di sosta e quindi con una necessaria offerta di servizi e attrezzature, all’approfondimento del tema dei servizi in senso lato, con particolare attenzione all’ambito culturale e ai giovani. Da questa analisi nasce la prospettiva di costruire percorsi con un forte taglio intergenerazionale (che uniscano giovanissimi, anziani e famiglie), il primo passo per rilanciare una rete di comunità che  possa rafforzare il capitale sociale del territorio.

Diverse le iniziative in programma per le prossime settimane: laboratori per i bambini della scuola primaria “A. Friz” e della scuola secondaria di I grado “E. Bellavitis”, interventi di urbanismo tattico temporaneo (il ripensamento di alcuni spazi attraverso la costruzione e la creazione di arredi o altre modifiche all’organizzazione urbana di rapida realizzazione e a basso costo), passeggiate in Centro Storico per i bimbi che saranno guidate dagli anziani, attività aperte alle famiglie in cui saranno invece i bambini a mostrare alcune zone della città e ancora il supporto alle attività di ciclofficina della scuola secondaria Bellavitis aperte anche ai più piccoli e i corsi per l’insegnamento dei giochi di carte che gli over 65 terranno per i più giovani. Si pensa anche, ad esempio, a valutare con l’Università la valorizzazione per i cittadini di giardini come quello dell’ex-sede della Banca d’Italia piuttosto che quello di Palazzo Antonini-Cernazai sede del Polo umanistico e della formazione.

Tante insomma le idee che stanno nascendo per creare nuove opportunità di vivere meglio tutti gli spazi pubblici della città in centro ed in periferia e soprattutto promuovere una città delle relazioni e della qualità della vita per tutti, anziani e più giovani. Il progetto rappresenta un’iniziativa pionieristica in questo ambito per approcci e attori coinvolti.

 

UDINE STA BENE IN STRADA: l’indagine  

Premesse

Il progetto “UDINE STA BENE IN STRADA” collegato anche al progetto CESBAMED ha inteso, con questo studio, costruire una base di conoscenza che permetta di pianificare una serie di interventi volti a migliorare la vivibilità di aree urbane con un particolare focus sul Quartiere Aurora. L’ambito su cui si è concentrato il lavoro è stato quello di analisi della percezione da parte della popolazione residente da mettere poi a confronto con gli indicatori oggettivi messi a punto nell’ambito di CESBAMED per arrivare quindi alla definizione di interventi più mirati.

L’analisi della percezione su un ambiente di vita, non solo dal punto di vista urbanistico ed ambientale ma anche sociale, è base fondamentale per poter operare in maniera più oculata su un territorio pur conoscendo e avendone analizzato altri aspetti più oggetti. Le persone hanno infatti la tendenza a far prevalere, nel vivere quotidiano e nelle relazioni, il proprio percepito piuttosto che o anche in contrapposizione al dato oggettivo. Il dato sul percepito diventa punto di partenza per un percorso di conoscenza e crescita che si interfacci con il dato oggettivo senza banalizzare o sminuire il punto di partenza (il percepito) che rimane elemento distintivo della soggettività di ciascun cittadino.

Obiettivo dell’indagine è stato quindi quello di raccogliere informazioni relative alla percezione sulla qualità e vivibilità degli spazi pubblici e più in generale dei servizi del Quartiere Aurora. I due target indagati sono stati da una parte quello degli studenti della scuola primaria “Friz” e della scuola secondaria I grado “Bellavitis” e dall’altra i loro familiari.

La metodologia utilizzata per la somministrazione dei questionari è stata diretta tramite un intervistatore per quanto riguarda gli studenti che, a loro volta, sono stati invitati ad intervistare un loro familiare o un’altra persona adulta di loro conoscenza. Complessivamente sono stati raccolti 122 questionari compilati dagli studenti delle scuole, 43 sono stati invece quelli restituiti e compilati dai genitori. I questionari sono stati somministrati nelle giornate del 5 e 6 novembre 2018.

 

I temi dell’indagine

AMBIENTI E COMFORT sono stati analizzati per raccogliere le impressioni degli intervistati relativamente agli ambienti esterni valutandone in particolare alcuni aspetti ambientali come presenza di zone d’ombra, vento, rumore, ecc…  Alcuni fattori influenzano fortemente lo stato di benessere e comfort in un ambiente di vita.

LE AREE VERDI sono state indagate attraverso una serie di domande che ne hanno analizzato vari aspetti (frequenza e periodo di utilizzo, estensione, accessibilità, attrezzature, sicurezza, presenza di alberi e zone fiorite). Le aree verdi rappresentano uno degli elementi fondamentali della vivibilità urbana non solo per i benefici ambientali ma anche per quelli paesaggistici e soprattutto sociali e relativi alla salute.

I SERVIZI sono stati analizzati sia per quanto riguarda quelli pubblici che quelli privati. Uno dei motivi che possono ridurre la vivibilità di un’area urbana è proprio la presenza di servizi che in caso di carenza o assenza limita fortemente la frequentazione degli spazi pubblici.

TRASPORTI E MOBILITÀ partendo dall’analisi dei mezzi di trasporto utilizzati in prevalenza per arrivare a quello che è il percepito rispetto alle possibilità di spostamento “dolce” (piedi e bicicletta) all’interno del Quartiere.

PERSONE E PAESAGGIO sono state indagate attraverso specifiche domande con l’intenzione di approfondire la percezione generale sia sul paesaggio che sulle persone che vivono nel Quartiere (quest’ultima è stata posta solo agli studenti).

 

Riflessioni conclusive

Il quadro articolato che è stato costruito tramite i questionari restituisce un contesto di complessiva soddisfazione per il contesto di vita. Tranne alcuni ambiti di cui discuteremo a breve risulta una certa corrispondenza fra le risposte degli studenti e quelle degli adulti; questo a significare una buona sintonia e radicamento del percepito che è stato dichiarato. Non si evidenziano in generale criticità o particolari contraddizioni se non rispetto alla sicurezza degli spostamenti e al servizio di trasporto pubblico.

Gli elementi su cui risulta interessante lavorare a seguito di un più approfondito confronto con i dati oggettivi relativi agli indicatori valutati, sono quelli rispetto alla dotazione degli spazi verdi e sportivi ed in parte agli spazi di gioco per rendere più fruibili. D’altra parte è necessaria una riflessione sul tema dei servizi ed in particolare, per l’attività che si intende sviluppare, degli spazi destinati al tempo libero.

Questa generale (parlando dei target coinvolti) percezione positiva dovrebbe essere valorizzata proprio nel costruire contesti, situazioni ed occasioni di collaborazione e costruzione di comunità per andare a costruire o rafforzare le relazioni ed il capitale sociale del Quartiere.

Con il termine “capitale sociale” si intende generalmente quel bagaglio relazionale e valoriale che un soggetto costruisce nel corso della propria esistenza in una determinata società. L’individuo, infatti, già nei primi anni della vita assorbe su di sé una serie di norme e di valori che gli derivano dall’essere parte di un nucleo famigliare e di una società.

Crescendo, dunque, il soggetto inizierà ad ampliare la propria rete di conoscenze ed a relazionarsi con individui dal bagaglio valoriale ed esperienziale diverso dal proprio. Entrando in contatto con soggetti differenti per esperienza e per conoscenza, l’individuo andrà ad accrescere il proprio capitale che si svilupperà all’interno della società.

Pertanto, un individuo che nel corso della propria esistenza si relaziona con altri soggetti, accrescerà le proprie conoscenze, permettendogli di perseguire fini altrimenti difficilmente raggiungibili.
Infatti, l’unione di soggetti dal bagaglio valoriale ed esperienziale diverso rende possibile risolvere problemi collettivi, facendo perno su reti relazionali e su capitali sociali che variano da individuo ad individuo.
Si consegna in questo modo un primo bagaglio di informazioni utili proprio a lavorare sul capitale sociale delle persone, tenendo in profonda considerazione la loro percezione del loro ambiente di vita per arrivare a migliorarne la vivibilità combinando una pluralità di fattori (ambientali, urbanistici, di animazione sociale, relazionali, ecc…).

 

Consulta il report complessivo qui

DiSara Branchini

Città a misura di pedone over65

Al via il progetto sperimentale Udine sta bene in strada – ESPERTOver65 per la promozione della accessibilità e della camminabilità degli spazi urbani in particolare per over65

Costruire spazi della città vivibili e luoghi che favoriscano il camminare e la sosta pedonale, specialmente per i pedoni che hanno superato i 65 anni. È questo il cuore del progetto sperimentale Udine sta bene in strada – ESPERTOver65, partito negli scorsi giorni a Udine e promosso dai Sindacati Pensionati confederali (SPI Cgil, FNP Cisl, UILP Uil) insieme al Centro Antartide di Bologna e al Comune di Udine, che si sviluppa a partire dall’omonimo Tavolo attivo presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Quello che accadrà nelle prossime settimane a Udine sarà la sperimentazione di attività e interventi che da una parte avranno la finalità di migliorare l’accessibilità in città considerando in particolare la sicurezza e la sostenibilità degli spostamenti degli Over65 (ma non solo) e dall’altra promuoveranno la socialità e vivibilità degli spazi pubblici in città per tutti in un’ottica di benessere.
L’obiettivo è quello di mettere a punto e sperimentare un modello di lavoro che sia interdisciplinare ed intersettoriale e che unisca cioè le competenze e le attività degli Uffici Tecnici Comunali (Progetto O.M.S. Città Sane, Ufficio Agenda 21, Agenzia Politiche ambientali e gestione energetica) e le rappresentanze locali dei sindacati dei pensionati insieme agli altri attori cittadini in una strategia che vede la partecipazione attiva di tutti e che si inserisce tra le tante azioni messe in atto dall’amministrazione per la promozione della salute e di un invecchiamento sano e attivo.
Udine sta bene in strada – ESPERTOver65 promuove in questo senso analisi e letture del territorio dal basso accanto alla valutazione e pianificazione di interventi, temporanei e permanenti, di miglioramento dell’accessibilità, della vivibilità degli spazi urbani e della qualità ambientale.

Gli Over 65 residenti nella città di Udine sono più di un quarto della popolazione, quasi 26.000 persone, e di queste una crescente percentuale manifesta disagio o difficoltà nel muoversi a piedi in città anche per piccoli spostamenti. È invece ormai riconosciuto a livello scientifico come l’abitudine di camminare, possibilmente a passo sostenuto, anche solo per pochi minuti al giorno ha un effetto benefico sulla prevenzione di malattie quali diabete di tipo 2 (riduzioni 35-50%), fratture dell’anca (- 36-68%), Alzheimer (-20-35%) ma anche sul benessere psicofisico senza contare i vantaggi sociali che lo spostarsi a piedi ha sulle relazioni che si riescono a sviluppare in città.

Udine sta bene in strada – ESPERTOver65 è un progetto che si svilupperà in più fasi avvalendosi degli approcci della partecipAzione, della Ricerca-Azione e dell’urbanismo tattico. Una metodologia finalizzata a fare in modo che il processo di costituzione di un Tavolo permanente dedicato a questo tipo di attività diventi, a tutti gli effetti, occasione per modificare e migliorare il proprio territorio verificando da subito limiti e potenzialità in ottica di risultato.
Per questa prima fase sperimentale le attività si concentreranno su due aree: una nel centro storico, Piazza San Cristoforo, e una in periferia, Quartiere Aurora e via Cividale.
Il prossimo appuntamento pubblico è previsto per la giornata di giovedì 15 marzo dalle ore 10 alle ore 12 con una passeggiata di quartiere (un percorso di esplorazione dove i cittadini analizzano la loro percezione degli spazi) nella zona di Piazza San Cristoforo.

DiSara Branchini

Passeggiata di salute ad alta visibilità a Bologna

Giovedì 21 dicembre sarà la giornata più “corta” dell’anno: Siamo Tutti Pedoni, la campagna nazionale per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada promossa dal Centro Antartide e dai sindacati pensionati SPI CGIL, FNP CISL e UILP, coglie l’occasione di questo solstizio d’inverno per rimettere al centro il tema della visibilità per quanto riguarda la sicurezza dei pedoni, che proprio nei mesi invernali vede il momento di rischio più alto.

Insieme al Centro Antartide i rappresentanti cittadini dei sindacati pensionati SPI CGIL, FNP CISL e UILP, WWF Bologna e Legambiente Bologna si uniranno per questo alla camminata sportiva settimanale di MuoviBO, il progetto di passeggiate “a passo spedito” che uniscono  mobilità pedonale, salute, socialità e conoscenza della città in percorsi che sono vere e proprie Metropolitane pedonali. La camminata di questo giovedì sarà preceduta dalla distribuzione delle fascette catarifrangenti di Siamo Tutti Pedoni e sarà dedicata proprio alla promozione della pedonalità in città e al tema del camminare in città in sicurezza.

La Metropolitana parte puntuale alle 18.30 da piazza VIII Agosto con due capigruppo, per poter seguire due diversi “passi”: il percorso si snoda per le vie del Centro per arrivare in piazza Re Enzo alle 19.37.

 

DiSara Branchini

La panchina

La panchina, luogo di relazioni, per riscoprire e valorizzare la vita di comunità negli spazi pubblici ed una fruizione sicura e sostenibile delle città ed  elemento essenziale per permettere a chi ha difficoltà negli spostamenti di muoversi in autonomia con qualche piacevole sosta è il simbolo scelto per condensare la visione che sta dietro alla campagna 2017.

DiSara Branchini

Una campagna partecipata

Siamo Tutti Pedoni si evolve di anno in anno e si arricchisce di contenuti sempre nuovi. Dalla centralità assegnata fin dalle prime edizioni alla sicurezza stradale dei pedoni, soprattutto over65, e degli altri utenti della strada ad azione concreta per rilanciare azioni di cittadinanza e di riappropriazione degli spazi di convivenza tra diversi utenti della strada.