7.000 morti e 200.000 feriti negli ultimi dieci anni in Italia. È il bilancio di un dramma rimosso: la strage dei pedoni. Per fermarla torna la campagna nazionale “Siamo tutti pedoni”
Anche nel 2013, probabilmente, 600 persone perderanno la vita mentre camminano per le strade italiane e altre 21.000 rimarranno ferite. Ogni maledetto anno. Ma deve per forza andare così? Se esistesse un modo per indovinare i nomi e i volti di questa macabra previsione, lo shock sarebbe tale da far portare finalmente all’applicazione di tutte le misure preventive per evitare il sacrificio di vite umane. Prima fra tutte, l’introduzione di limiti di velocità compatibili con l’idea di mettere al centro delle strade le persone e non i motori. Ostacoli e resistenze lascerebbero così il posto a città nuove, più umane e vivibili. Sarebbe una nobile gara a proporre soluzioni più efficaci.
I numeri, purtroppo, rimangono invece freddi e astratti e questo dramma non stimola risposte adeguate. Eppure ridurre la strage è possibile, lo dimostrano tante esperienze in Italia e all’estero. Con l’introduzione estesa delle zone 30, ad esempio, ad Amburgo i feriti sono diminuiti del 26%, mentre a Friburgo, città di oltre 229.000 abitanti, la moderazione del traffico ha portato all’incredibile riduzione del 76% dei feriti.
Ma il fattore su cui possiamo fare qualcosa tutti e subito è il comportamento di chi guida, che è quasi sempre determinante. Basti pensare che un terzo dei pedoni viene ucciso mentre attraversa sulle strisce.
Per questo torna anche quest’anno la campagna “Siamo tutti pedoni”, per accrescere la sensibilità sociale sulle problematiche di chi cammina e ricordare all’opinione pubblica che le tragedie sulla strada possono essere evitate, semplicemente con un maggiore rispetto degli altri e delle regole della strada. Non bisogna mai dimenticare che “Siamo tutti pedoni”.
Partecipano alla campagna, insieme a vari esperti, Piero Angela, Margherita Hack, Milena Gabanelli, Vito, Massimo Gramellini e gli attori di “Un posto al sole” Samanta Piccinetti e Davide Devenuto Insieme a loro personaggi dei fumetti come Eva Kant che compie quest’anno 50 anni, Dylan Dog, Luporosso. Un libretto viene distribuito in tutta Italia con vignette di Giuliano, Gomboli, Jezez, Mausoli, Pillinini, Rebori, Roi, Vauro.
La campagna vede insieme istituzioni, scuole, sindacati dei pensionati, radio ed associazioni con la regia del Centro Antartide e del l’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza con la collaborazione di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil. Inizia il 13 maggio e si conclude a fine giugno.
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A differenza di tanti altri paesi europei, dove il pedone è sacro, in Italia chi cammina viene troppo spesso percepito come un intralcio da parte di chi guida. Sono in tanti a non rispettare persino l’elementare diritto alla precedenza sulle strisce, al punto che il 30% dei pedoni morti sulle strade perde la vita proprio negli attraversamenti a loro dedicati. Un chiaro sintomo dello scarso senso civico di molti italiani, questo, che ha portato però a una reazione importante grazie alla creazione del “Manifesto per città amiche dei pedoni”, già sottoscritto da nord a sud da grandi e piccoli centri a significare quanto questo problema sia sentito.
Sindacati, istituzioni, università e associazioni insieme per la sicurezza dei pedoni. Se n’è discusso il primo febbraio a Bologna nel convegno nazionale intitolato “Muoversi a piedi: per una mobilità amica della salute e dell’ambiente”, nella cornice suggestiva della Sala Farnese presso il Comune. Una sala gremita di associazioni, cittadini, membri dei sindacati ha confermato il grande interesse presente attorno al tema: città e spazi comuni che cambino paradigma, da territorio dell’auto nel quale tracciare percorsi per i pedoni, a spazi condivisi con pari diritti per tutti gli utenti.